PROGETTO

Perché “Favignana Emissioni Zero”?

SEA Favignana promuove il progetto “Favignana Emissioni Zero” perché – in linea con quanto prevedono le normative europee, ma soprattutto con le recenti decisioni dei governi di tutto il mondo alla Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Parigi del dicembre 2015 (COP21), e alla luce delle importanti evoluzioni della tecnologia per l’ambiente – crede che la transizione energetica verso un sistema a emissioni zero sia un percorso obbligato che prevede il risparmio energetico, il trasporto elettrico e il reale impegno a soddisfare l’intero fabbisogno energetico dell’isola con le fonti rinnovabili. Con questo progetto SEA Favignana vuole sostenere Favignana come modello innovativo internazionale di comunità virtuosa per l’attenzione all’ambiente, con evidenti ricadute sul turismo.

Quale è il contributo del risparmio energetico alla tutela dell’ambiente? Come lo si può ottenere?

Il risparmio energetico è considerato una fonte energetica a tutti gli effetti. Gli studi più accreditati a livello internazionale dimostrano che una buona gestione dell’energia può portare a una riduzione del fabbisogno energetico superiore al 10%. Tale risultato si può ottenere modificando le abitudini comportamentali e utilizzando tecnologie a basso consumo.

A Favignana il risparmio energetico passa attraverso il miglioramento della qualità degli usi finali dell’energia elettrica: l’utilizzo di apparecchi illuminanti ad alta efficienza (LED), le pompe di calore per condizionamento e acqua calda sanitaria e gli elettrodomestici a elevata classe di efficienza energetica (A, A+, A++) possono garantire una sensibile riduzione dei consumi, ai quali vanno aggiunte le enormi potenzialità di risparmio dettate dall’installazione di collettori solari termici in sostituzione dei classici boiler elettrici, tradizionalmente utilizzati nell’isola per la produzione di acqua calda sanitaria.

Quale potrà essere il ruolo della mobilità elettrica per raggiungere l’obiettivo isola a emissioni zero?

Il trasposto è spesso responsabile di oltre il 30% delle emissioni in una comunità. Nelle isole minori, dove non vi sono importanti insediamenti di siti produttivi, il trasporto incide per oltre il 40%. Le isole, per loro natura, sono i luoghi ideali nei quali realizzare modelli di trasporto elettrico: le brevi distanze che riducono le esigenze di autonomia delle batterie, la gestione dei mezzi di trasporto pubblico da parte di un solo soggetto e la forte presenza turistica che spesso è propensa ad adottare le soluzioni offerte dall’isola rende più semplice gestire il cambiamento da un sistema di mobilità tradizionale a un sistema di mobilità elettrica.

PERCHÉ IL TRASFERIMENTO DELLA CENTRALE INVECE DI AMMODERNARE QUELLA ATTUALE?

La centrale esistente è oggi del tutto inadeguata alle crescenti esigenze di domanda energetica da parte della popolazione residente e fluttuante. La centrale, risalente agli anni ’60, era stata progettata per soddisfare i fabbisogni energetici di oltre cinquanta anni fa, decisamente inferiori a quelli attuali. Nel tempo la crescita esponenziale della domanda di energia elettrica ha portato all’installazione di nuovi gruppi di generazione all’esterno dei capannoni, con conseguenti problemi di gestione, di deterioramento, di impatto acustico e paesaggistico e difficoltà enormi nel rispetto delle normative di settore. L’impatto visivo dell’attuale impianto, con le sue ciminiere alte oltre 15 metri, e il suo posizionamento a circa 50 metri dal mare, è oggi diventato insostenibile.

La condizione attuale della centrale non consente un progetto di ammodernamento perché la sua struttura, ormai obsoleta e inadeguata alle necessità attuali e future, risulta essere non idonea per interventi di miglioramento, soprattutto in termini di efficienza e di minimizzazione degli impatti ambientali. Inoltre, non è possibile effettuare opere di ampliamento anche in relazione alla presenza sull’area di un vincolo archeologico. Senza contare che l’impianto è oggi costeggiato da strade di accesso al mare e dal cimitero di Favignana, oltre a un tessuto di ville ormai intenso ed esteso. È evidente che in questo contesto gli spazi a disposizione per l’attività industriale, di miglioramento delle strutture e di svolgimento delle funzioni dei lavoratori sono praticamente inesistenti.

Il trasferimento della centrale permetterà, invece, di adottare tutte le tecnologie più innovative in termini di generazione elettrica e di realizzazione architettonica dell’edificio.

È possibile collegare direttamente l'isola di Favignana a un impianto di produzione di energia green, ad esempio eolico, istallato sulla terraferma anche se non ancora collegato alla rete di trasmissione nazionale?

La possibilità di collegamento diretto di un impianto a fonti rinnovabili con l’isola è normativamente esclusa. L’eventuale impianto di generazione di energia verde deve essere collegato direttamente all’utilizzatore, viceversa deve potersi connettere alla rete di trasmissione nazionale per poter immettere la sua energia. Ad oggi queste condizioni non sembrano poter essere soddisfatte.

Nell’ipotesi di collegare Favignana alla rete di trasmissione nazionale appare evidente che tale opzione, oltre che essere sfavorevole dal punto di vista economico (si dovrebbe comunque mantenere in efficienza una centrale) non produrrebbe alcun beneficio all’ambiente. La connessione e il trasferimento di tale energia elettrica all’isola assorbirebbe infatti una quota di energia rinnovabile che invece dovrebbe essere destinata a sostituire parte dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a fonti tradizionali, ben più inquinanti di quella che sarà la nuova centrale di Favignana. In altre parole si trasferirebbe il problema dell’inquinamento da un’altra parte.

Risulta un’opzione sicuramente più favorevole sviluppare le rinnovabili direttamente sull’isola di Favignana e potere usufruire dei vantaggi derivanti dall’interesse suscitato dalla realizzazione di un laboratorio di energia verde in quanto isola non interconnessa, al pari di tutte le altre isole minori.

Come sarà la nuova centrale?

La nuova centrale sarà fin dall’origine un sistema ibrido ad alta efficienza pensato per ridurre al massimo gli impatti ambientali del “sistema isola” nel suo insieme. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di generazione elettrica convenzionale altamente efficiente della potenza di 12 MW, combinato con un impianto fotovoltaico da circa 500 kW.

Da un punto di vista architettonico l’edificio della nuova centrale è stato progettato con l’obiettivo di minimizzare gli impatti ambientali e paesaggistici e sarà realizzato con le più moderne tecnologie costruttive, integrate da un’estetica in linea con gli edifici tradizionali dell’isola in grado di garantire un migliore inserimento nel contesto.

Perché un nuovo sito?

Il nuovo progetto prevede il trasferimento e la realizzazione della centrale elettrica ibrida in un terreno ricadente nell’ala Est dell’isola, a circa 3.500 metri dal centro abitato.

La scelta del sito è strettamente legata a quanto contenuto nelle previsioni del Piano Territoriale Paesaggistico delle Isole Egadi, approvato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana con Decreto del 23 gennaio 2013. Il Piano riporta infatti che tale area è destinata alla costruzione della nuova centrale elettrica, la cui destinazione d’uso era stata indicata proprio dall’Amministrazione comunale di Favignana. A seguito di tale decisione SEA Favignana ha avviato una serie di investimenti, tra cui l’acquisizione dei terreni, per rispondere a quelle che erano le richieste dell’Amministrazione comunale in merito all’area relativa alla costruzione della centrale.

Il sito in questione rappresenta uno dei pochi presenti nell’isola nei quali la conformazione morfologica del terreno è in grado di supportare la struttura della centrale.

Vale la pena ricordare che Favignana è caratterizzata dalla presenza di numerosissimi ingrottamenti, derivati dalla secolare attività di estrazione della calcarenite, che rendono buona parte dell’isola non idonea ad accogliere la realizzazione di una centrale o di un qualsiasi altro tipo di infrastruttura.

In quanto tempo verrà realizzata la nuova centrale?

Dall’inizio dei lavori sono previsti 36 mesi per la realizzazione e messa in funzione dell’impianto.

Quanta energia produrrà la nuova centrale?

La centrale avrà una potenza di 12 MW, sufficiente a soddisfare la domanda di energia elettrica anche durante il periodo di alta stagione dove si registrano picchi di assorbimento pari a 6 MW.

Per quanti anni è prevista l’utilità della centrale?

L’utilizzo dell’impianto è previsto per un congruo numero di anni in funzione di due fattori di trasformazione dell’impianto stesso:

  • la conversione dei gruppi di generazione con utilizzo di biocombustibili che avverrà nella prima fase di operatività della nuova centrale e si concluderà entro pochi anni dal trasferimento

  • l’evoluzione delle tecnologie legate alle fonti solari e altri sistemi rinnovabili che potrebbero essere inserite nel sistema di produzione elettrica dell’isola. In tale processo la centrale è destinata a diventare un importante sistema di accumulo di produzione elettrica generata da impianti diffusi e connessa a una smart grid in grado di veicolare e gestire l’energia elettrica prodotta.

Perché conviene produrre localmente l’energia elettrica e mantenere lo status di “isola ecologica non interconnessa”?

Avere un sistema di generazione elettrica locale che crea occupazione e sviluppo del territorio, offre l’opportunità all’isola di diventare un laboratorio di best practice per la transizione verso un sistema a zero impatto ambientale, attirando l’attenzione di realtà nazionali e internazionali e conseguenti fonti di finanziamento. Finanziamenti europei e bandi ministeriali possono infatti essere destinati a Favignana qualora rimanga isola energeticamente indipendente, al contrario, se interconnessa alla terra ferma da un cavo non potrà più godere di tali agevolazioni e perderà inesorabilmente l’opportunità di diventare un laboratorio sperimentale di interesse internazionale.

La nuova centrale consentirà di ridurre le emissioni di CO2?

A parità di produzione, le emissioni di CO2 della nuova centrale si ridurranno immediatamente attraverso l’utilizzo dell’impianto FV per almeno il 5% rispetto all’attuale impianto di generazione elettrica rispondendo sin da subito agli originali obiettivi del Protocollo di Kyoto e a quelli dell’Accordo di Parigi sul clima del dicembre 2015 (COP21). In termini quantitativi il nuovo impianto fotovoltaico situato sul tetto della nuova centrale permetterà una riduzione di oltre 500 tonnellate annue di CO2 per arrivare al 100% in funzione dell’utilizzo di carburante biologico.

L’utilizzo di un cavo sottomarino per portare energia elettrica a Favignana non ridurrà invece le emissioni di CO2 ma delocalizzerà il problema in aree diverse sul territorio nazionale. In questo modo non si contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni legati alla produzione di energia elettrica, e verranno escluse le motivazione per incrementare gli investimenti su risparmio energetico e le fonti rinnovabili sul territorio.

Quale è il numero di persone attualmente occupate nella centrale?

Ad oggi SEA Favignana gestisce uno stabile occupazionale di circa 20 unità lavorative, sia essa residente o fluttuante. Questo contribuisce a preservare il numero di abitanti di Favignana, che senza le opportunità di occupazione offerte da SEA si vedrebbero costretti ad abbandonare l’isola.

Il progetto “Favignana Emissioni Zero” creerà nuova occupazione?

Il progetto, grazie allo sviluppo di un sistema integrato di attività (tecnologia e servizi), creerà i presupposti per nuova occupazione e nuovo sviluppo economico nell’isola. La realizzazione di impianti a fonti rinnovabili e sistemi di mobilità sostenibile richiederanno nuove risorse professionali per l’installazione e la manutenzione degli impianti stessi, per la gestione dei veicoli elettrici e per la creazione di nuovi servizi commerciali legati allo sviluppo del progetto. Il progetto “Favignana Emissioni Zero” permetterà così di dare vita a nuove figure occupazionali attive tutto l’anno e non solo legate alla stagione turistica.

Come si inserisce lo sviluppo delle rinnovabili nel progetto?

Il Progetto “Favignana Emissioni Zero” prevede l’adozione di un nuovo paradigma energetico. Perché questo avvenga, la produzione di energia da fonti convenzionali dovrà man mano essere sostituita da energie rinnovabili e questo potrà avvenire solo con la sempre più ampia diffusione di impianti fotovoltaici e solari termici. Allo stesso modo, i veicoli a combustione interna dovranno essere sostituiti con veicoli a trazione elettrica.

Cosa ne sarà della vecchia centrale?

L’edificio della vecchia centrale verrà bonificato, ristrutturato e alimentato con pannelli fotovoltaici per adibirlo a spazio pubblico con finalità sociali. Tra le ipotesi di utilizzo dell’edificio vi è la realizzazione di un museo per le rinnovabili, un luogo di interesse culturale e un ulteriore passo per fare di Favignana un’isola sempre più ecologica e motivo di attrazione di un flusso turistico di qualità e sensibile all’ambiente.